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    Cisl Sicilia presenta un piano di proposte a Governo regionale e Ars

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    CATANIA (ITALPRESS) – La Cisl Sicilia ha presentato all’Hotel Sheraton di Catania il primo piano di proposte elaborato con metodo partecipativo dalle Federazioni e dalle Unioni sindacali territoriali. Il documento è rivolto al Governo regionale, all’Ars e agli eurodeputati eletti in Sicilia, considerati “interlocutori principali per una visione complessiva del presente e del futuro della Sicilia”, come ha dichiarato il segretario generale Leonardo La Piana.
    All’evento sono intervenuti l’assessore regionale al Bilancio Alessandro Dagnino, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, il presidente della Cesi Antonino Raspanti, gli eurodeputati Marco Falcone, Giuseppe Lupo, Ruggero Razza e Gianfranco Caccamo in rappresentanza di Sicindustria. Dall’Ars è arrivata subito un’apertura: “Credo che le proposte di Cisl siano ben articolate, molte condivisibili, ma chiaramente serve un confronto – ha spiegato il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Galvagno -. La mia presenza qui è per l’ascolto, la politica poi si determina come meglio ritiene. Tuttavia senza dialogo con i sindacati, ed in particolare la Cisl, che riteniamo importante, non è possibile trovare sintesi che possano migliorare la Sicilia”.
    “La programmazione non può immaginare i settori come slegati l’uno dall’altro. Ogni segmento è interconnesso con l’altro”, ha sottolineato da Catania il segretario regionale Cisl La Piana, spiegando che il sindacato ha scelto di elaborare un piano unitario per l’intera regione, con la partecipazione come “principio fondante e strumento di lavoro”. La Piana ha spiegato che “non servono misure di assistenzialismo, ma occorre pianificare e progettare, per non essere costretti poi ad affrontare le emergenze”, ribadendo che “non siamo nè saremo mai professionisti del No, perchè abbiamo scelto di partecipare ai percorsi e ai processi, analizzandoli con approccio propositivo e criticamente costruttivo”.
    La Cisl Sicilia ha presentato sei proposte di immediata attuazione, che non comportano costi aggiuntivi per la Regione, finanziabili attraverso fondi comunitari e nazionali. Tra queste, la creazione di un centro di formazione sull’intelligenza artificiale al Castello Utveggio a Palermo, come base per un futuro hub dell’intelligenza artificiale nell’isola. Si propone anche la sottoscrizione di un Accordo di Programma Quadro sulla legalità, con la creazione di un database digitale centralizzato delle aziende siciliane. Un altro punto chiave è anche la piena attuazione della continuità territoriale, in applicazione del riconoscimento europeo della condizione di insularità. Il piano include anche una riforma del welfare per dotare i Distretti Socio-Sanitari di personalità giuridica, l’attuazione dello Statuto siciliano attraverso l’obbligo di versamento dell’Ires per le imprese che operano nella regione ma hanno sede legale altrove, con la creazione di un fondo per l’occupazione, e l’istituzione della Giornata regionale delle vittime del dovere, per commemorare i caduti sul lavoro e rafforzare la sensibilizzazione sulla sicurezza.
    “Con questo lavoro si pongono le basi per l’avvio di un confronto permanente a livello regionale e territoriale fra le Federazioni e le Unioni territoriali con le istituzioni di riferimento, per dare valore al coraggio delle idee e tradurre le proposte in atti concreti”, ha concluso La Piana.
    A chiudere l’iniziativa è stata la segretaria nazionale Daniela Fumarola, che ha sottolineato come, “nonostante il lieve miglioramento degli ultimi due anni, il Mezzogiorno ha ancora ritardi storici da recuperare ed elementi di fragilità da sanare che non ammettono esitazioni o pigrizie culturali”. “Persistono problemi e nodi da sciogliere – ha detto Fumarola – popolazione che invecchia, servizi non all’altezza dei bisogni, scarsa attrattività per gli investimenti, tassi di disoccupazione alti e bassa partecipazione al mercato del lavoro, mancato collegamento tra formazione e mondo del lavoro, carenza di infrastrutture materiali e immateriali, crisi idrica e conseguenze dei cambiamenti climatici. Per non parlare dell’abbandono scolastico e del ricatto malavitoso purtroppo ancori presenti in molte aree. Bisogna affrontare queste sfide uscendo dal recinto chiuso dell’antagonismo e della protesta fine a se stessa per proseguire sul terreno concreto delle proposte, con il coraggio delle idee e della partecipazione. Anche in Sicilia come in tutte le altre regioni del Sud noi chiediamo una governance partecipata con il pieno coinvolgimento delle Parti sociali nella programmazione e nel monitoraggio degli interventi. Mettendo a sistema e coordinando tra loro tutti gli strumenti di politica territoriale. Utilizzando in modo sinergico i finanziamenti della politica di coesione, sia europei che nazionali. Perseguendo una strategia strutturata che includa, oltre al piano triennale della ZES unica, anche i contratti di sviluppo e il credito di imposta. Bisogna investire in modo deciso sulle persone, sulle competenze e sull’innovazione, per trasformare le criticità in opportunità di crescita e sviluppo. Le nostre proposte sono frutto della nostra identità. Quella di un sindacato libero, autonomo, pragmatico, convinto che la strada del dialogo, della corresponsabilità e della partecipazione sia, oggi più che mai, l’unica che può portare ai risultati di cui il nostro Paese ha assoluto bisogno. Misurarci nel confronto concertativo, a qualunque livello e con qualunque controparte: datoriale, istituzionale e politica. Insistere tenacemente nella possibilità di ‘fare sistemà, di progettare il futuro nella condivisione e nel consenso sociale”.
    Presente all’incontro anche il sindaco della Città metropolitana di Catania, Enrico Trantino, che ha espresso apprezzamento per l’efficacia dell’azione del sindacato: “La Cisl interviene quando ci sono proposte significative che meritano un confronto approfondito e una riflessione condivisa. Le occasioni di dialogo non mancheranno e riconosco il valore di una tribuna serena, dove, pur nella diversità di vedute, è stato possibile confrontarsi con rispetto reciproco dei ruoli. L’obiettivo comune resta quello di migliorare Catania”.
    – foto xo5 Italpress –
    (ITALPRESS).

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