(Adnkronos) – "Il Libro di disegni" riferibile alla cerchia dell'architetto e artista fiorentino Bernardo Buontalenti (1531 – 1608), noto come "Taccuino Secco Suardo", acquisito dal ministero della Cultura nel 2018 e consegnato all'Archivio di Stato di Firenze lo scorso 13 novembre, è al centro di una mostra documentaria aperta da oggi, 21 marzo, al 23 maggio 2025. L'esposizione all'Archivio di Stato dal titolo "Meccanica e ornato. Un codice di scuola buontalentiana. Il manoscritto Secco Suardo" sarà incentrata sull'esposizione del codice, visibile a conclusione di un intervento di restauro conservativo effettuato dalle restauratrici del Laboratorio di restauro dell'Istituto fiorentino, accompagnato da un totem multimediale che permetterà la visualizzazione di tutte le sue carte, attraverso la proiezione delle immagini sulle pareti della sala, 'sfogliate' virtualmente dai visitatori. Il documento sarà affiancato da disegni e documenti provenienti dall'Archivio di Stato, dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, dalla Biblioteca Marucelliana e dal Museo Galileo, e da un apparato didascalico che consentirà una prima analisi della struttura del Codice e la sua contestualizzazione nella produzione coeva. La mostra si apre ripercorrendo le vicende dell'arrivo a Firenze del documento, esposto in sala ed aperto su un'inedita scenografia prospettica che raffigura la città di Firenze. La prospettiva presenta molte affinità con la scenografia, fino ad ora perduta, con la quale Buontalenti inaugurò la prima versione del Teatro Mediceo degli Uffizi nel 1586 evidenziando fin da subito l'importanza e la rilevanza del Codice per la storia del teatro e dello spettacolo. L'esposizione sarà anche l'occasione per presentare i risultati delle prime indagini compiute sull’opera, restaurata all'interno dell'Archivio di Stato e analizzata nei suoi elementi costitutivi. Le successive sezioni della mostra seguiranno le articolazioni interne del Codice che si sviluppa attraverso la geometria, la meccanica e le fortificazioni per passare all’architettura e all’ingegneria prima di occuparsi di macchine sceniche e costumi teatrali. I documenti esposti in ogni sezione, affiancati alle immagini delle pagine del Codice, ci accompagneranno in un percorso entusiasmante che ci farà toccare con mano quali fossero le competenze e la preparazione necessaria ad un architetto del tardo Cinquecento e inizio Seicento, mettendo in luce l’intreccio di interessi alla base della formazione del tempo. Paola d'Orsi, direttrice dell'Archivio di Stato di Firenze, ha detto: "Il Quaderno di meccanica e ornato restituisce con chiarezza quel sapere teorico e tecnico sostanziale per l’architetto ingegnere del XVI e XVII secolo, e rappresenta una delle più importanti acquisizioni effettuate dalla Direzione Generale Archivi. Salutiamo quindi con soddisfazione il suo arrivo all’Archivio di Stato di Firenze, che custodisce la massima parte della documentazione relativa alla committenza medicea a Buontalenti e al suo lavoro quotidiano, ad esempio sul cantiere del Teatro mediceo degli Uffizi. Non può allora che essere questo il luogo più idoneo per la conservazione del manoscritto: forse proprio qui, con lo studio dei documenti d’archivio insieme ai disegni e agli schemi del quaderno, in un raffronto puntuale con gli altri testimoni similari (ad esempio quelli conservati alla Biblioteca nazionale di Parigi), sarà possibile riannodare quei legami". Annalisa Rossi, soprintendente archivistica della Lombardia, ha spiegato: "Il Quaderno di meccanica e ornato, detto anche Taccuino Secco Suardo per la provenienza dalla collezione privata della famiglia Secco Suardo, da cui la Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura lo ha acquistato nel 2018, è stato esposto a Milano e a Bergamo, grazie al sostegno del Comune di Bergamo e dalla Biblioteca Civica Angelo Mai, in collaborazione con la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia, che ha custodito il manoscritto dal suo acquisto fino alla consegna all’Archivio di Stato di Firenze. Le iniziative si sono inserite in un filone di valorizzazione di beni archivistici connessi con la comunità bergamasca e con la sua storia. Il taccuino ha infatti la medesima provenienza di altri famosi taccuini pervenuti ad arricchire i fondi della Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo. Se habent sua fata libelli, la tutela ha il compito primario di ricostruirne i percorsi, mettendo in valore le relazioni fra gli oggetti e i contesti che essi hanno attraversato". Ha osservato Silvia Castelli, direttrice della Biblioteca Marucelliana di Firenze: "I disegni di scenotecnica, relativi alle macchine buontalentiane del Teatro Mediceo degli Uffizi, esemplificano, come del resto la prospettiva, riferibile all'episodio spettacolare del 1586 allestito per le nozze di Virginia de' Medici, uno dei nuclei più interessanti del Quaderno, data la grande precisione e competenza dimostrata dall’estensore. L'arte scenica conosce, sia nella scenografia, sia nella macchineria, uno sviluppo eccezionale tra la fine del Cinquecento e il primo Seicento soprattutto in area fiorentina, grazie all'apporto di ingegneri/architetti che faranno divenire quella alta pratica modello esportato in tutte le corti europee". Ha concluso Filippo Camerota, direttore scientifico del Museo Galileo Firenze: "Il codice è uno straordinario documento della cultura tecnico scientifica maturata alla corte dei Medici sotto la guida di eccezionali uomini di talento, come il poliedrico Bernardo Buontalenti, architetto, ingegnere militare, meccanico, artificiere, scenografo e costumista. I numerosi disegni di geometria, fortificazioni, metodi di misurazione, macchine idrauliche, da cantiere e militari, nonché gli esercizi di prospettiva e i disegni scenografici, sono analoghi a quelli già noti dei quaderni di studio e trattati di altri artisti e tecnici della cerchia di Buontalenti, come Giulio Parigi, Ludovico Cigoli, Gabriello Ughi, Alessandro Pitti, Antonio de’ Medici e Don Giovanni de’ Medici. Tutte queste discipline erano oggetto delle lezioni che il matematico Ostilio Ricci tenne per circa venti anni all'Accademia delle Arti del Disegno, nella casa studio di Buontalenti in via Maggio, e alla scuola dei paggi del Granduca dove si formò il primo possessore, e in parte autore di questo codice, il conte Felice Secco Suardo". —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
